Quota Reddituale (quota A)

Come si calcola

Viene calcolata sulle anzianità maturate e sui redditi al 31 dicembre 2003.

La misura della quota “reddituale” è pari, per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione, ad una percentuale della media degli ultimi 24 redditi professionali annuali dichiarati ai fini Irpef e rivalutati.

La misura della pensione non può essere inferiore all' 80% di quella calcolata sulla media dei 15 redditi professionali annuali più elevati, dichiarati ai fini Irpef negli ultimi 20 anni solari anteriori (Regolamento vigente prima del 22 giugno 2002);

La misura massima della quota calcolata è fissata in € 82.000,00.

La quota così calcolata al 31 dicembre 2003 è rivalutata annualmente sulla base della variazione dell’indice nazionale generale annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati calcolato dall’Istat. Tale rivalutazione viene effettuata percentualmente per fasce di importo (le fasce della rivalutazione sono le stesse utilizzate per la rivalutazione delle pensioni).

Il metodo reddituale determina una quota di pensione molto più elevata di quella che spetterebbe sulla base dei contributi versati e rivalutati. A fronte di un versamento di contributi pari, nel tempo, al 6 e all’8 per cento del reddito, il calcolo reddituale garantisce una quota di pensione che avrebbe richiesto il versamento del 25 per cento circa del reddito. Il calcolo contributivo garantisce invece una quota di pensione corrispondente ai contributi versati. Per riequilibrare, in parte, questa differenza, storicamente propria di tutti i sistemi pensionistici e che si traduce in un’ingiustizia a danno dei giovani iscritti, alla quota di pensione reddituale viene applicata una “riduzione di equilibrio”. La riduzione è calcolata nella misura di ¼ del differenziale tra l'importo determinato con il sistema reddituale e quello determinato con il sistema contributivo, e non può superare il 20 per cento della quota di pensione reddituale.